Vigilia..
Domani Leo torna a Roma, di nuovo in ospedale. Sembra che il secondo intervento sia inevitabile, ma l?ultima parola spetta al prof. dopo gli esami che gli faranno in questi giorni.
Lui ha paura, si capisce. È terrorizzato, ma non vuole farlo vedere: forte fino in fondo!
Ma stasera in macchina si è tradito, quelle frasi buttate lì con rassegnazione ed amarezza..?Mi sono proprio scocciato.. sopportare tutto questo solo per qualche mese in più.. Ci sono tante cose che ti volevo spiegare.. il 730..? come se si fosse già arreso, come se sapesse che a maggio non ci sarà più.
Non è giusto, dannazione, non è proprio giusto!
Mi sono sentita morire dentro: quanto mi fa male vederlo così vulnerabile, in preda a queste paure, a tutte le ansie che si tiene dentro per non incidere su di noi, sulla nostra vita. E invece devi far finta di nulla, vivere questi giorni come se fosse normale, come se la nostra preoccupazione più grande stasera fosse davvero aver trovato chiuso il forno e aver girato mezza città per trovare la pizza che voleva lui.. Devi fingere, cambiare argomento, parlare del traffico, di quanto sia stato bravo il pizzaiolo a prepararci il vassoio in meno di 10 minuti, perché sai che lui si è già aperto abbastanza, o forse solo perché sei una vigliacca che non ha il coraggio di continuare a parlare di quello che stiamo vivendo, che sta vivendo lui, di quello che succederà..
Mi sembra tutto talmente assurdo che vorrei svegliarmi da questo incubo e tornare ad un anno fa, quando il mondo sembrava crollare per un amico traditore o nascevano storie su storie per una bolletta un po? cara..
Ma non si può, sarebbe meraviglioso ma non si può. E allora restiamo qui, ad affrontare quello che sarà, a vivere quello che viene, piangendo di nascosto chiusi in camera senza farci sentire, sapendo che anche gli altri piangono e stanno male, venendo poi fuori indossando il sorriso più splendido e rassicurante che riusciamo a trovare.








